Testo e musica di Ivan Talarico

 

Cerco l’inverno nel giardino,
ma ho solo un cane
che dice: «bau».

Sogno l’atlante nelle ossa,
ma lo stradario
mi spossa assai.

Ritmico afferro una cambiale,
scrivo la cifra con quattro zeri.
M’incaponisco nel non scordare
che il mio amore lo paghi tu.

Dammi un bacio blu,
come l’arco teso sulle parole
che non riesco a dirti più.

Dammi un bacio blu,
come quel sapore di candeggina
che ora non respiro più.

Sento l’aguzzo maestrale
che insegue il sogno
d’un rigattiere.

Vedo la suola delle scarpe
che si consuma
con il pensiero.

Trovo quaranta case sfitte
per il mio gusto di dispersione.
Festeggio in tutte le soffitte
e mi ritengo soddisfatto.

Dammi un bacio blu,
come gli occhi asciutti, senza veleno,
che ora io non vedo più.

Dammi un bacio blu,
come quel sorriso senza rovine
che non vedo aprirsi più.

Dammi un bacio blu,
come gli occhi asciutti, senza veleno,
che ora io non vedo più.

Dammi un bacio blu,
come le tue labbra morte e chiuse
che ora non possiedo più.