Testo e musica di Ivan Talarico

 

Mi muovo sopra l’onda che fa su e giù,
rimuovo lo scrosciante malore flou.

 

Non parlarmi mai di te, ci son cose più importanti.
Il raccolto delle messi, i gioielli non li hai messi,
la domenica va’ a messa con due viaggiatori messi
chiusi in loro stessi mesti con la Bora di triesti,
chiudi i sogni dentro ai cesti.

 

T’ho rubato un bacio a cena per un piccolo dispetto.
l’ho mangiato senza affetto sul gelato all’amarena.

 

Balla, balla nero
che il mio cuor non è sincero.
Balla, corri o resta
che la notte non protesta.

 

Non uscire mai di casa senza prendermi la mano,
ho incontrato un tipo strano che mi sussurrava piano
di riaprire la ferita, di scavarla con le dita,
diluire la mia vita con l’angoscia ormai sopita
d’aver perso la partita.

 

Ma io l’ho lasciato solo nel suo piccolo crogiolo,
ho rappreso la mia carne non sapendo più che farne,
ho rinchiuso i miei due occhi in un buio di rintocchi
e ho nascosto il mio rumore dentro una stanzetta ad ore
tra le orecchie e lo stupore.

 

Balla, balla bianco
che il mio cuore non è stanco.
Balla sulle spine,
ché la notte non ha fine.

 

Canto del citofono,
canto nel microfono.
Parlami d’amor
maritozzo del mio cuor.

 

E mi hai chiesto di sbiancare i tuoi capelli, di tacere quegli uccelli che volavano la pelle.
Quelle stelle che io avevo già sconfitto ora sono sul soffitto e mi vogliono schiacciare.
Come il mare che già preme sulla porta, che la vuole scardinare. Prego, lascialo passare.
Non è poi nient’altro peso che acqua e sale, lava bene e dà sapore, cicatrizza ogni dolore.
La mattina giace limpida sui sonni di chi può. Io stanotte partirò…

 

Non parlarmi mai di te, non ho spiccioli da darti.