E’ tutto confuso, si.
Prenditi del tempo.
Non è certo il momento migliore.
Richiamami tu,
evitiamo di incontrarci.
Forse hai ragione tu,
tra due anni o tre
potremmo essere più definitivi,
meno galleggianti
e tristi.

Mi richiami due anni dopo,
non rispondo,
sono morto.
Sarei morto lo stesso
se ci fossi stata?
Nessun suicidio,
malore,
ma il dubbio rimane.

Oppure.

Mi richiami due anni dopo,
“Scusa – rispondo – ma ho da fare ora,
puoi richiamarmi?”
Ci resti male e non mi richiami,
io me ne ricordo tardi e mi vergogno,
non ti richiamo.

Oppure.

Mi richiami due anni dopo,
ci rivediamo ed è bello,
per un po’,
poi tutto torna confuso,
uguale a prima
perché siamo uguali noi,
prendi ancora del tempo, si,
addio.

Oppure.

Mi richiami due anni dopo
ed è la felicità.
Ti vedo come fosse il primo giorno,
mi vedi più bello e indimenticabile,
baci, figli,
soldi, felicità,
pensione, vecchiaia,
mani nelle mani,
rughe nelle rughe,
moriamo addirittura lo stesso giorno.

Oppure.

Viviamo adesso
e le favole
raccontiamocele
prima di dormire.