È una vita di stanchezze e perder fiato.
Quel che t’ho detto l’hai già scordato?
Quel ch’è successo è già passato?
Dove son stato se sono mancato?

Cammina tu che io vado,
ho perso il filo, dov’è la borsa?
Tutto di corsa, t’ho amata ieri sera,
che luce cupa la prima primavera.

È una piroetta d’occasioni perse,
un vuoto di memorie troppo dense.

Ci sarà mattina con nuvole di seta,
ci sarà sera in cui la morte nel cuore
sarà un piacere, sarà un rumore
di cose lontane, di tempo compresso,
di sangue più caldo che cade sul viso,
e macchia il sorriso di sorda passione.

E’ priva visione
di ciò ch’è mai stato.