Testo e musica di Ivan Talarico

 

Stanotte ho pianto quadrati.
Chi li ha visti? Chi li ha mangiati?
Nel vago sentore di nero
m’inchino, non vivo ma spero.

 

Stanotte mi vesto da santo
Drappato d’un bel manto.
Il martirio non è il mio mestiere,
mi sciolgo al museo delle cere.

 

Solimenti non mi pervado
di rannicchiarmi ai tuoi piedi.
Convincimi e domerò il leone
figurato sui tuoi fiori.
Balcani su balconi.

 

Stanotte sotterro le mani
per crescerle meglio domani.
Nascondo tra i miei cedimenti
i malanni d’altrimenti.

 

Madonna mi madonna,
c’è un pianto che m’insonna.
Un male nel cerino
tra cuore e comodino.

 

Stanotte, stanotte è domani.
Nascosto nel primo albeggiare.