di Pasquale Rinaldis

“A un certo punto arrivano dei pensieri che senza finire la frase cascano: quelle sono le poesie”. Ivan Talarico vorrebbe liquidare così il suo rapporto con la poesia. Come se lui, autore e attore di teatro oltreché cantautore, si fosse imbattuto per caso nelle poesie; come se questo secondo libro, pubblicato con Gorilla Sapiens Edizioni, l’avesse trovato per strada, già scritto e letto. Invece, scansati i divertenti giochi di parole e la tagliente ironia, si scopre che ogni pagina è densa, coinvolgente, che il libro dice mille storie senza bisogno di raccontare nulla se non frammenti, attimi, immagini. Apparentemente distanti ma uniti in un unico respiro.

Quindi forse la poesia non è il luogo in cui le frasi “cascano”, ma il posto in cui le intenzioni, i sentimenti, i pensieri, si fermano e precipitano in un luogo interiore profondo. E questo libro appartiene a un mondo interiore delicato e complesso ed è scritto con disinvoltura e bellezza. Le parole sono parte di Ivan e lui sa bene come usarle. Come nota Renzo Paris, più che un libro è un ring in cui c’è “un pugile che combatte con un’ombra”. E’ un dialogo con qualcuno che non c’è, o non vuole esserci, ma che è costantemente cercato ed evocato. Senza mai drammatizzare troppo, stemperando l’ingombrante vita con un sorriso appena accennato.