E la pensava, con gli occhi suoi di fragola, nel pomeriggio di rovi e spine. E la pensava, come un aprile venuto a maggio, come un omaggio di cura febbrile. E lei pensava al suo dente, alle sue nocche, al suo tormento di fianchi asciutti. Pensava al travaso dei sentimenti nelle sue ampolle di vetro greve. E lui, che beve da quelle ampolle il cuor che bolle, non lo pensava.