di Valentina Arichetta

Un gigante dal nero baffetto si aggirava al Cafè Retrò di Lamezia Terme in un giovedì d’ottobre, carico di musica e poesia. Ivan Talarico -classe ’81-, diabolicamente simpatico, musicista e virtuoso, attore e poeta: dopo il Color Fest 5 torna nella capitale (del Sud Italia) della musica indipendente con Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro, con uno spettacolo che è un concerto “d’amore”.
Non semplici emozioni e lacrime né smielati racconti ma poetiche battute, Ivan ci ha regalato una poesia quotidiana, allegra vista attraverso il suo occhio. Alla fine mi ripete “tu daraùgauga scè mòmòmò derèndo biobo birigò” e non c’ho capito più niente perché l’amore è un “elefante” o un “bacio blu”, ma anche uno “sgombro”, una “pianta” e “una corda per poterti scordare”.
Ivan è (anche) autore di libri di poesie: l’ultimo, edito, è “Non Spiegatemi Le Poesie che Devono Restare Piegate”, ed. Gorilla Sapiens.
Lo spettacolo era in cartellone per la terza edizione di Matrioska Teatro, al Cafè Retrò di Lamezia, a cura di Armando Canzonieri.