Re Fuso nacque per caso; figlio di un Carattere Mobile ed un’Errata Corrige tra una pagina e l’altra si trovò a regnare su parole e segni d’interpunzione senza averne memoria. Essendo fuso poi, la corona gli scivolava sulla testa, coprendogli la vista; le gambe erano molli e le forze lo abbandonavano: rendendo s la z, diventavano “forse” e lo lasciavano nel dubbio. L’unica cosa che sapeva fare era di unire le parole, suoi sudditi, tra loro, farle giocare e divertire.

I suoi pari, Erro Re, Re Torica e Re Visione non lo vedevano di buon occhio: “non fai ridere, Re Fuso”. Ma lui non voleva fare ridere, voleva approfittare delle parole che si aprono ad essere fraintese ed interpretate per costruire nuovi regni, nuovi mondi.

Conobbe Logica, la trovava bella, s’innamorò di lei ed un giorno le disse “Ti amo”. Ma un punto interrogativo, andato a chiedere udienza, lo rese “Ti amo?” e lei lo lasció al suo dubbio.

La famiglia lo convinse presto a nuove nozze, con la giovane Fanta, figlia del fante. “E Fanta sia” disse, senza troppa convinzione. Ma lei morì presto, di ipocondria.

Gli altri Re, vedendolo tristo e solo, lo detronizzarono, rendendolo Fuso. Ma un errore di stampa mozzò la fine al suo nome, e così Fu.