La mezzanotte pioveva sul suo sonno. “Resuscitano i morti”, diceva a bassa voce. Resuscitano, ma il sonno non è sempre eterno. Provai a dormire sulla sua stanchezza. Ma mi giravo e non prendevo pace. Respirava sempre più lentamente. Ad un momento non respirò più, ed io presi sonno. Al mattino la chiamai, zitto e rispettoso. Lei non rispose. Io mi sentivo riposato. Chiusi la porta, lasciandola al suo mesto mattino. E lei non si fece più sentire.