Un’altra donna
che mi scoppi la testa e il cuore.
Un altro petalo di benzina
per il mio motore,
tu stai sicura, senza farti altre domande,
che la cercherò.

Un altro vuoto
corazzato di spavento.
Una farfalla con le ali
di cemento.
Non darti pena a immaginare che da subito
la troverò.

Le mani acerbe come legna nella brina,
con i capelli dai riflessi di rovina
le labbra chiuse a masticare sentimenti,
i seni brevi come ruvidi tormenti.

Ma non ho corpo
per vestirmi d’altre vite.
E non ho sogni
che non siano dinamite.

Tu non far tardi,
quando a sera torni sola.
E non macchiare
coi tuoi sogni le lenzuola.