Ivan Talarico, in extremis
Testata: Il Cantautore
Autore: Enrico De Angelis
Data di pubblicazione: 01/10/2016
A un certo punto arriva uno spilungone con i baffi, ciuffo laterale e chitarra, apparentemente serissimo, che inizia con perfetto aplomb a emettere suoni e parole folli.
Testo dell'articolo:
È una piccola storia esemplare. È già ottobre, siamo a Cosenza, per una magnifica edizione de “Il Tenco ascolta”, il nostro format che serve per far suonare dal vivo (e a noi vederli) nuovi talenti accuratamente selezionati. Magnifica, in questo caso, anche per la grandiosa ambientazione all’interno del Castello Svevo. Due serate, qualità media molto alta per tutti gli artisti convocati. Ma a un certo punto arriva uno spilungone con i baffi, ciuffo laterale e chitarra, apparentemente serissimo, che inizia con perfetto aplomb a emettere suoni e parole folli. La gente rimane per un attimo smarrita, poi inizia a ridere, non smette più, si muore dal ridere. Ma quel gioco di associazioni verbali, quelle concatenazioni assurde di parole hanno una loro fondata intelligenza, un’arguzia evocativa di reale vita vissuta, come nel teatro di Bergonzoni. Qualche amico comincia a mandarmi in tempo reale sms di questo tenore: “È completamente pazzo”, “Devi assolutamente portarlo al Tenco”. Finita la performance lui si accomoda vicino ai due impeccabili conduttori per l’intervistina di rito, ma la situazione si capovolge: i bravi presentatori non riescono a spiaccicare parole perché tramortiti dalle risate e dallo sconcerto, ed è lui che passa per quello serio e savio.
Quella sera, in quella data di inizio ottobre, il cast del “Tenco” era già chiuso, programma fatto, budget esaurito. Ma non ce la faccio a rinunciarci, i presenti insistono, e Ivan Talarico è in cartellone. Ecco a cosa serve “Il Tenco ascolta”.
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