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Della superficie di Dio

Dio è inesteso per definizione, ma ci è permesso, per la chiarezza dell’enunciato, attribuirgli un qualsiasi numero di dimensioni più grande di zero, benché non ne abbia alcuna, se queste dimensioni scompaiono nei due membri delle nostre identità. Ci accontenteremo di due dimensioni affinché si possano agevolmente rappresentare figure di geometria piana su un foglio di carta. Simbolicamente Dio è indicato da un triangolo, ma le tre Persone non devono essere considerate come vertici o lati. Sono le tre altezze di un altro triangolo equilatero, circoscritto al tradizionale. Ipotesi conforme alle rivelazioni d’Anne-Catherine-Emmerich, che vide la croce (che noi considereremo come simbolo del Verbo di Dio) a forma d’Y, il che essa spiega con la ragione fisica che nessun braccio di lunghezza umana avrebbe potuto essere teso fino ai chiodi dei rami di un Tau.
Dunque, POSTULATO:
Fino a più ampie informazioni e per nostra comodità provvisoria, supponiamo Dio in un piano e nella figura simbolica di tre rette uguali, di lunghezza a, originate da un medesimo punto e che formano angoli di 120 gradi tra di loro. È dello spazio tra esse compreso, o del triangolo ottenuto congiungendo i tre punti più lontani delle rette, che ci proponiamo di calcolare la superficie.

tratto da: Alfred Jarry – Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico
Adelphi 1984, traduttore: Carlo Rugafiori
illustrazione: Midjourney

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