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Ivan, paroliere d’altri tempi

Testata: Quotidiano del Sud

Autore: Enea Rotella

Data di pubblicazione: 05/04/2015

Ivan Talarico può essere considerato un artista capace di spaziare nei vari campi artistici senza avere la preoccupazione di ricevere smentite.


Testo dell'articolo:

Presentata alla Ubik la sua nuova raccolta di versi.

Ivan Talarico può essere considerato un paroliere di altri tempi, un uomo che nelle sue canzoni e poesie fonde la teatrale genialità di Giorgio Gaber e la malinconia in La minore alla Eugenio Finardi “…una canzone d’amore in La minore che è la nota della malinconia”.
Nell’ambiente musicale già da tempo si esibisce per il suo pubblico e il suo repertorio lo ha portato a gareggiare al festival della canzone popolare d’autore Musicultura, con la canzone Carote d’amore, arrivata tra le sedici finaliste in corsa per la 26/ma edizione del concorso. Essendo un uomo di spettacolo e musicista, Ivan Talarico ha però voluto esplorare un nuovo mondo, quello delle poesie e la sua prima raccolta “Ogni giorno di felicità è una poesia che muore” edito da Gorilla Sapiens Edizioni è il continuum del suo modo di interpretare la sua visione, caricando le sue parole con quel pizzico di ironia che inevitabilmente lo contraddistingue da tanti suoi colleghi. Seppur la sua giovane età, classe ’81, Ivan Talarico può essere considerato un artista capace di spaziare nei vari campi artistici senza avere la preoccupazione di ricevere smentite: compone musiche di scena, colonne sonore, recita, scrive spettacoli teatrali, e in ultimo ma non per importanza, autore di poesie dal sapore agrodolce. D’altronde già il titolo della sua prima raccolta “Ogni giorno di felicità è una poesia che muore” fa capire al lettore che da lì a breve si imbatterà in un mix di surreale teatralità e autoironia. La raccolta dei suoi versi è stata presentata alla libreria Ubik di Catanzaro Lido davanti ad un pubblico trascinato dalle risate contemplative che l’autore ha trasmesso suonando le sue canzoni in acustico e leggendo versi dalle sue poesie. Senza dubbio alla base della sua creatività vi è il teatro e le sue esperienze in tale ambito inevitabilmente vanno a contaminare il suo modo di vedere e concepire l’arte dell’intrattenimento. Nella sua calcolata teatralità a tratti si può cogliere qualche sfumatura del far teatro di Ettore Petrolini, nella voglia di prendersi e prendere in giro giocando, nella voglia di raccontare la sua verità senza aver paura di non essere compreso, come ad esempio può essere la canzone Carote d’amore finalista al festival Musicultura. Come questa, anche le altre canzoni sono scritte e musicate sempre da Ivan Talarico che dimostra di essere anche un abile suonatore di chitarra. “Ci dev’essere un posto in cui si ritrova chi è lontano. Ci vediamo lì stasera dopo cena, ho molte cose da dirti e poca voce. Vieni sola e senza addio.”


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