La vita distante

Dovremmo solo camminare.Lasciare le nostre cose e andare via, senza l’idea di tornare.I nostri progetti, i nostri ricordi,i nostri affetti, le nostre abitudini,visti da lontano,saranno poca cosa. Trenta chilometri al giornoa piedi,con poche speranzee niente da dimenticare.Dopo venti giorni, seicento chilometri,le abitudini saranno cambiate,le giornate avranno un altro respiro,sempre meno affannato.Ottanta giorni, duemilaquattrocento chilometri,i progetti…

Ancora le cose

Mai le cose
sono state al loro posto.
Le sedie s’insinuano
sotto di noi,
le porte ci vengono addosso
o scappano da noi,
le finestre ci rapiscono gli occhi,
ci fanno capire che
stiamo dalla parte
sbagliata del mondo.

Consigli pratici

I.

Guardare a se stessi
come da una nuvola
e lasciarsi vivere,
tutto sommato.

Non avere paura
e ogni tanto
pioversi addosso.

II.

Altrimenti
c’è sempre la possibilità
di scappare di casa,
imbarcarsi clandestinamente
su una nave,
scendere al primo molo,
abbandonare il mare,
correre nell’entroterra
e diradarsi nel mondo
fino a perdersi di vista.

Ferro battuto

La ruggine mangia il ferro
piano piano
e lui soffre lentamente.
Ma non si lamenta.

Quando il ferro è ancora piccolo
gli dicono “ruggine eri
e ruggine ritornerai”.
Poi lo mettono nel fuoco
e lo battono, finché è caldo.

È una vita difficile quella del ferro,
ma lui non se la prende
con nessuno.